Cosmotronic è il giro di giostra indie più potente del 2018

Foto di Guglielmo Verrienti

Cosmo, i suoi fratelli di Ivreatronic e la guest star Bawrut ribaltano il Duel Beat con sette ore di musica no-stop

 

Se la serotonina potesse essere utilizzata come energia rinnovabile, quella prodotta ieri sera da ogni individuo presente al Duel Beat per lo spettacolo di Cosmo, avrebbe contribuito al fabbisogno per almeno un lustro (non si dica mai che vogliamo esagerare!).

 

Sono le 22:20 quando Enea Pascal apre il concerto a ritmi già premonitori di una serata che difficilmente si dimenticherà, non fosse che per l’acido lattico che abbiamo ancora in circolo. Con i venti minuti tattici di ritardo e la base di Bentornato in sottofondo Cosmo sale sul palco a fare baldoria alle 23:10. Console centrale girata verso sinistra e due percussionisti ai lati. Si inizia a saltare, cantare, a non capire più niente. Si passa dal canto sfrenato su Le voci al pogo necessario su Tristan Zarra e Ho vinto senza rendercene conto. Il gioco di luci è davvero tanta tanta roba. Le gambe intanto vanno da sole ed è tutta vita.

A mezzanotte Cosmo esce di scena per un momento, il tempo di cambiare la giacca giallo fluo con un’altra grigio luccicante e da cantante la metamorfosi in dj. Da qui in poi il delirio. La console è di fronte al pubblico e sul palco adesso c’è solo il re della festa, niente percussionisti. Nessuna traccia del nuovo album Cosmotronic è fuori dalla scaletta, ma terminare con L’ultima festa è un fatto fisiologico. Si butta sulla folla ma non è troppo soddisfatto di un giretto: vuole arrivare al bancone di fronte al palco a bere una birra. Con un pubblico che è la metà di quello torinese di qualche tappa fa, la folla partenopea accetta la provocazione e riesce anche a fare meglio (ipse dixit!). Scola la birra e si rituffa tra la gente che canta insieme a lui “iniziano a guardarci male, eppure mi sento da Dio”

Con l’invito a non allontanarsi troppo dalle postazioni perché siamo solo a metà del festino, Cosmo lascia la scena alla crew di Ivreatronic con il djset di CiaoSplendore, seguito subito dopo dalla Guest star Bawrut che per la seconda volta suonerà al Sónar di Barcellona e che sembra aver conquistato il cuore tenero di Cosmo. In chiusura riprende la console insieme a CiaoSplendore e la foto di (nuovo) rito con gli ultimi instancabili superstiti è la conclusione di una festa gigantesca, di un live che è quasi un concept.

 

Prima dividevo il mondo in due categorie: quelli che vanno ai concerti e quelli che vanno in discoteca. Cosmo, invece, ha sconvolto il mio modo di vedere le cose e ha creato un sincretismo musicale che va ben oltre tutto questo. Sta cambiando lo status quo della musica italiana unendo non solo due stili ma due mondi apparentemente inconciliabili e ha già creato una comunità i cui membri si appartengono e a cui lui stesso vuole continuare ad appartenere. Durante un concerto è facile sentirsi tutti una cosa sola, ma con Cosmo c’è un gusto diverso. Quindi, se c’è una cosa in particolare che la bomba Cosmotronica ha innescato recentemente è un nuovo modo di vivere la musica e i live.

 

Sono lontani i tempi in cui i Drink to Me erano gli ospiti dei locali del centro storico napoletano (come il George Best) accolti dalla nicchia avanguardista, ma dimenticarli è impossibile, così come lo stesso cantante ricorda poco prima della fine del live. Da quel momento la carriera solista partita con l’album Disordine è un crescendo di consapevolezza e raffinatezza dei suoni, oltre che di emozioni. Ma Cosmo è già rivoluzione da quando la techno è passata in radio alle 3 del pomeriggio e non sei strafatto. E ci canti sopra anche. É quello dei pensieri a voce alta che nessuno si confessa neanche per sbaglio e su cui lui ha trovato il coraggio di scrivere canzoni. É quello che fino a poco tempo fa insegnava storia in un istituto professionale e che ha seguito le pulsioni cardiache, riuscendo a creare un ponte tra la passione e la daily life.

Dopo la serata di ieri capisco molte cose. Tipo che musica è meravigliosamente degna in tutte le sue forme, e che il trip di qualche giorno fa in metro a leggere Delitto e Castigo con Tristan Zarra passata dalla riproduzione casuale nelle orecchie non è un caso, sarà che “C’è l’amore sotto a tutto questo, dentro ad ogni testo”.

 

Scaletta:

Bentornato

Le voci

Tutto Bene

Dicembre

Quando ho incontrato te

Tristan Zarra

Ho vinto

Ivrea Bangkok

Attraverso lo specchio

La notte farà il resto

Le cose più rare

Tu non sei tu

5 Antimeridiane

Sei la mia città

L’amore

Animale

Turbo

L’ultima festa

Noemi Rinaldi

noemi@rinaldi.it