Da quando Calcutta non è più in India, ma è il centro dell’indie

Punto di contatto generazionale e con una nuova idea di pop, Edoardo D’Erme ci lascia ancora in attesa dell’uscita del nuovo album “Evergreen”, prevista per il 25 maggio.

 

Ci sono cose che in questo mondo si danno per scontate. Tipo (in ordine sparso):

che il caffè che fuori dai confini di Napoli è pessimo

che la democrazia italiana sarà sempre un fallimento

che il mare a settembre è il più bello

che la toponomastica non era opinabile fino a qualche anno fa, a meno che per te Calcutta non sia un posto nel mondo e conseguentemente *AVVISO SPOILER*: il testo successivo non susciterà la tua attenzione.

 

Ebbene da quando Edoardo D’erme, in arte Calcutta, è nel panorama indie italiano, anche il logaritmo di google ha dato forfait, mostrando solo risultati sul cantautore e sporadicissime immagini di Madre Teresa. E no amici, il Vaticano non ha cambiato residenza, ma di fronte alla musica non ci sono santi che tengano.

 

Latina è la città che dà i natali al nostro cantante e che fa da cornice ai suoi esordi musicali, già dal 2007, con diversi gruppi che non trovano seguito. Due anni dopo, insieme al percussionista Marco Crypta nasce il progetto Calcutta, ma solo dal 2011 Edoardo continua come solista, e 12 mesi dopo esce il primo album “Forse…” per Geograph record.  Nel 2013 pubblica l’EP “The Sabaudian tape”, registrato in cassetta a tiratura limitata. Il 2015 è l’anno che lo consacra tra gli esponenti di punta dell’indie italiano, firmando con Bomba Dischi il secondo lavoro “Mainstream”, prodotto da Marta Venturini e Niccolò Contessa de I Cani, che partecipa anche all’arrangiamento.

Il brano “Cosa mi manchi a fare” anticipa l’uscita ufficiale del disco, e il suo videoclip, girato da Francesco Lettieri, raggiunge un milione di visualizzazioni su Youtube in un mese. Tutti ne parlano, tutti lo cantano, tutti lo amano e tutti lo odiano. È difficile capire. Ma dar conto a quello che pensano tutti è quasi sempre malsano. E poi non si può far a meno di parlare di Calcutta. Lo fanno i ventenni, lo fanno i trentenni. In quel ponte generazionale si sta tutti insieme, e si urla ad ogni ritornello. Nel 2016 esce “Oroscopo”, prodotta da Takagi e Ketra, che diventa in breve tempo disco d’oro e poi di platino. Nel maggio dello stesso anno partecipa al Mi Ami festival, sul cui palco sale accompagnato da Izi, Priestess e Dj Shablo mentre il pubblico attendeva trepidante Liberato. Il complotto per hype risulta bello forte! Nel corso del 2017, mentre anche i brani “Gaetano”e “Frosinone” diventano dischi d’oro, collabora con J-Ax e Fedez scrivendo i due brani “Milano intorno” e “Allergia”, con Nina Zilli alla scrittura del brano “Mi hai fatto fare tardi”e con Francesca Michielin nella stesura dei brani “Tropicale”, “Io non abito al mare”, “Tapioca” e “La serie B”. Nel dicembre dello stesso anno, il 15 dicembre, il nuovo singolo “Orgasmo”lo riporta in classifica, e il 2 febbraio 2018 esce “Pesto”. Il prossimo 25 maggio è prevista l’uscita del suo terzo album “Evergreen”, e noi fremiamo per sapere a cosa ha dato vita la permanenza a Sperlonga, tra il mare e i fruttivendoli amichevoli che hanno accolto Calcutta negli ultimi tempi!

 

Noemi Rinaldi

noemi@rinaldi.it