Il Paradise Lost Tour di Gemitaiz approda all’Arenile di Bagnoli: report e scaletta

Gemitaiz, pseudonimo di Davide De Luca, è ormai considerato una delle figure portanti della scena rap italiana, dove rappresenta uno dei baluardi dell’Hip Hop che ancora fatica a soccombere sotto la forza estremamente coinvolgente della nuova moda Trap.  Ed è per questo, e per quasi quindici anni di attività artistica  ad alti livelli, che ancora oggi riesce a portare avanti la sua idea di “rap puro”, presentando produzioni sempre originali e fuori dai canoni delle tendenze.

Un desiderio di distinguersi da tutto ciò che è banale e superficiale che lo ha portato a decidere di tatuarsi sulla fronte la parola “Misunderstood” (Frainteso) e di mettere come copertina del suo ultimo lavoro “Davideuna sua foto in cui arde come una torcia umana: così vuole ritrarre  il linciaggio mediatico che può subire un artista come lui, che fa sempre scelte artistiche coraggiose, a discapito di un facile successo.
Non devo piacerti per forza, ci tengo a distinguermi. E’ un gesto punk!”

 

Ad ospitare l’artista romano a Napoli è stato il parco balneare Arenile. La location, che sarebbe dovuta essere precedentemente il Club Partenopeo, è stata spostata a causa di un gran numero di biglietti venduti.
Alle 20:30 sale sul palco Dj Uncino, accompagnato da due ballerine. Il dj set trap e la performance di ballo Hip-Hop hanno intrattenuto e divertito il pubblico, facendo guadagnare ai tre forti applausi e grida d’approvazione.
Alle 22:00 le luci si spengono per qualche minuto, per poi riaccendersi in contemporanea all’entrata di Davide sul palco; una visione che è motivo di enorme eccitazione tra tutti i presenti.

Senza dire nulla Davide attacca con tre tracce estratte dal suo ultimo album: Paradise Lost, titolo che fa da nome anche al tour, Oro E Argento e Fuori. Decide così di rimarcare subito la sua disapprovazione nei confronti della gran parte della nuova scena, cantando carico d’energia versi come: “Devo dire che non mi piace la piega che sta prendendo il rap ultimamente, con tutta questa gente che della musica non gliene frega niente”.  Dopo aver salutato il pubblico, chiede loro di pronunciare l’ormai celebre frase, sempre presente sia ai suoi live sia nei lavori in studio: “Vai Flavié, mannala!”. É così che fa partire Tanta Roba Anthem, registrata con  Gué Pequeno, e Chiamate Perse, prodotta da Boston George, Dj italo-georgiano che può vantare collaborazioni con artisti del calibro di Vegas Jones e il sopracitato Gué. A seguire altri due brani che presentano featuring: Keanu Reeves Pezzo Trap, registrate rispettivamente con Achille Lauro e con lo storico rapper Fabri Fibra. Riguardo a quest’ultima traccia, Davide ha più volte dichiarato che, nonostante sia un amante della musica trap (e ne sono la prova i numerosi esperimenti presenti nei suoi Mixtape), non ne ha un’altissima considerazione musicale: “Ci ho messo un quarto d’ora a scriverlo: per me che faccio un altro tipo di rap, mantenere un flow lento è facile. Mi divertiva prendere per il culo un certo modello”.
La serata continua con Gigante,  un estratto da QVC vol.7, mixtape del 2016, scritto insieme a Caneda. I featuring però non sono finiti qui: infatti è il momento di cantare alcuni dei brani ideati con lo storico amico e fidato collaboratore Madman; quello con Madman rappresenta un gioco di squadra che negli anni ha sempre prodotto ottimi risultati, sia musicali che commerciali. Attaccano quindi Hollywood e Holy Grail, che danno entrambe modo al pubblico di saltare e scatenarsi cantando insieme a Davide. Prima di lasciare momentaneamente il palco per fare una breve pausa, decide di chiudere la prima parte della serata con Brillo,  dall’album “Bellaria”, di Vegas Jones, e con Thoiry, del giovane Quentin40, considerato da molti, e dallo stesso Gemitaiz, la promessa della scena.

Tornato sul palco con la maglietta ufficiale del Tour, Davide ricomincia con A Me Mi, altro brano di QVC vol.7; c’è in questa traccia un altro featuring con Achille Lauro, nonché il famoso beat di Fake Love di Drake. Si prosegue con due canzoni storiche dell’artista romano: On the Corner, prodotta da Bassi Maestro, e, senza alcuna pausa, Bene, dall’album “Nonostante tutto”. Quando però parte l’accordo di pianoforte della titletrack Davide si alza un urlo dal pubblico, che non contendendo l’emozione canta a squarciagola il ritornello del brano, scritto dall’ormai cantautore, e non solo rapper, Coez.
Dopo Un giro con noi, Davide si mette a nudo con l’emotiva traccia Diverso; l’esposizione dei propri sentimenti e delle proprie sofferenze interiori  è una caratteristica che ha sempre contraddistinto tutta la produzione del rapper. Una qualità che egli ha invece più volte sottolineato essere assente nella nuova scena.  “Sulla scaletta adesso ne viene una che immaginavamo sarebbe stata una delle migliori del disco. Mo’ vediamo se è così!”. Ed è dopo queste parole e con un gioco di luci di led verdi e arancioni lampeggianti che parte Lo Sai Che Ci Penso. La risposta del pubblico ha sicuramente confermato le parole di Davide, che, girandosi verso la console, esclama: “Flavié adesso levami l’autotune… come? Non ce l’ho? Mio Dio, è una maledizione, lo sento anche quando non c’è!”. La reazione divertita dei presenti dà facilmente modo di attaccare con Non Se Ne Parla, traccia estratta dall’album Kepler, scritto interamente insieme a Madman e che è considerato una parte incancellabile della storia del rap italiano. Finita la canzone, Gem si posiziona al centro del palco, guarda per qualche secondo le prime file e dice: “Quanti di voi conoscevano Gemitaiz e Madman nel 2014, ai tempi di Kepler? Forse voi non lo sapete, ma pochi giorni fa quell’album è diventato disco d’oro. Per me è una grandissima emozione potervelo dire.” Il pubblico, che già aveva inteso cosa stesse per succedere, alza in alto le braccia e si prepara a cantare i versi della velocissima Veleno 6. L’impeccabile performance di Davide in una traccia così difficile da cantare, sia in live sia in studio, lascia tutti a bocca aperta e con gli occhi spalancati.  La serata si chiude con la famosissima Pistorius e la traccia Non Cambio Mai presa dall’EP del 2012 “DETTO, FATTO”. Sceso dal palco per qualche minuto, vi fa ritorno sotto le assordanti grida degli spettatori, che reclamano l’ultimo pezzo. A chiusura definitiva della serata c’è Buonanotte, ultima traccia dell’album e sul cui finale vede Davide che, visibilmente emozionato, ringrazia lo staff e i presenti, per poi scendere dal palco.

Il 2018 per l’Italia e per l’Europa è sicuramente l’anno della Trap. E sono pochi gli artisti che nel grande calderone del rap Game italiano riescono a distinguersi e a produrre musica originale.
Uno di questi è sicuramente Gemitaiz, che nella sua ricchissima produzione, in oltre dieci anni, può vantare di aver sperimentato ed aver rischiato come pochi altri hanno fatto. Tutta la sua musica rende evidente, anche all’ascoltatore più inesperto, i tratti assolutamente unici ed originali del suo modo di fare rap; risultati raggiunti grazie ad una meticolosa attenzione nella scrittura e nella registrazione dei pezzi e, sicuramente, alla grande importanza che il rapper ha sempre dato alle performance Live. La serata all’Arenile di Napoli, che è stata d’apertura per il “Paraside Lost Tour”, ne è la conferma più palese.

 

Scaletta:

-Paradise Lost

-Oro E Argento

-Fuori

-Tanta Roba Anthem

-Chiamate Perse

-Keanu Reeves

-Pezzo Trap

-Gigante

-Hollywood

-Holy Grail

-Brillo

-Thoiry

-A Me Mi

-On The Corner

-Bene

-Davide

-Un Giro Con Noi

-Diverso

-Lo Sai Che Ci Penso

-Non Se Ne Parla

-Veleno 6

-Pistorius

-Non Cambio Mai

-Buonanotte

Riccardo Cascino

riccardo@cascino.com